ABBIGLIAMENTO OGGETTISTICA e LA BICI ABBIGLIAMENTO
TECNCICO DA BICI ACCESSORI PERSONALI   TEMPO non i bici
N° 2 magliette a maniche corte telefono con cavo e caricabatteria borsa anteriore ciabatte da doccia
N° 1 a maniche lunghe batteria di riserva o power bank borsa da canna sandali o scarpe di ricambio
N° 1 indumento caldo occhiali coppia di borse posteriori 1-2 vestiti
N° 1 giacca antivento/pioggia crema solare e repellente insetti (d'estate) borsa da portapacchi Prod. Per igiene personale
N° 3 paia di calzini tecnici bancomat, documenti, ecc.. borsa da sottosellino asciugamano+accappatoio in microfibra
abbigliamento intimo tecnico, 3 di tutto un minimo di pronto soccorso e medicinali abituali borraccia  
scarpe   caricabatteria  
guanti senza dita d'estate/caldi d'inverno   Camera d'aria di ricambio  
Casco + sottocasco   aria compressa/pompa  
2 ciclisti corti d'estate/lunghi e caldi d'inverno   attrezzi per piccole riparazioni  
    Illuminazione posteriore e anteriore  

ATTENZIONE: tutto l'abbigliamento non indossato dovrà trovare posto nelle borse, impacchettato singolarmente in sacchetti impermeabili

Ho pronta una traccia per una Pedalata con E-bike, da Modena a San Salvo marina; 710 km in 7-8 giorni

Partenza: l'8 ottobre 2020 - Ritorno: (in treno) probabile il 16, ma potrebbe essere il 15 o il 17.

Pernotti: in alberghetti/ostelli; nessuna prenotazione; "all'avventura".

Bici: E-bike con batteria superiore a 400 e attrezzata con borse da viaggio

Passeremo in prossimità di:  CASTELFRANCO EMILIA 22, SAN GIOVANNI IN PERSICETO 35, CASTEL MAGGIORE 60, GRANAROLO 70, CASTENASO 77, BUDRIO 80, SESTO IMOLESE 110, IMOLA 120, FAENZA 150, RAVENNA 170, CERVIA 200, CESENATICO 210, BELLARIA 220, SAN GIULIANO MARE 240, RICCIONE 250, MISANO 260, PESARO 290, FANO 300, SENIGALLIA 330, FALCONARA 360, ANCONA 370, CASTELFIDARDO 390, RECANATI 400, FERMO 440, MONTEPRANDONE 500, ATRI 570, MONTESILVANO 590, PESCARA 600, FRANCAVILLA AL MARE 610,, LANCIANO 650, SAN SALVO 710.

DISLIVELLI: 11380 + 11420 -

Quota massima 442 m - minima -4

Per chi si vuole aggregare: Massimo Bassoli 3387213502 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Contributo per la partecipazione: 50,00 euro + spese dell'accompagnatore - si costituirà una cassa comune per le spese di vitto/alloggio e viaggio di ritorno.

 

 

venerdì 25 settembre

PEDALATA NELLE TERRE DEI CASTELLI: SPILAMBERTO-CASTELVETRO-LEVIZZANO

Percorso medio/facile adatto a tutti i tipi di bici con cambio.
Km 30 circa, andata e ritorno; per la maggior parte in piano escluso in tratto Castelvetro/Levizzano che ha medie pendenze con qualche piccolo strappo a forte pendenza.

Ritrovo con partenza da Modena o da una delle località sul percorso.

SPILAMBERTO

E’ la patria dell’aceto balsamico tradizionale e del nocino.

Il toponimo deriva da spinarium, ‘che significa luogo incolto e spinoso’.

Il nome di Spilamberto compare per la prima volta in un diploma di Corrado II il Salico nel 1026, infatti nel documento vengono indicati possedimenti in favore della Chiesa di Modena, tra di essi si indica omnem decimam de Fanano et Spinalamberti. Infatti prima di quel momento il villaggio era chiamato Castiglione o Verdeta.

E’ stata abitata fin dell’era paleolitica dall’uomo di Neanderthal e dall’uomo sapiens, registrò stanziamenti in tutte le epoche preistoriche e in seguito non mancò la presenza etrusca e soprattutto quella romana. 

Fin dall’ottavo secolo fu tra i possedimenti dell’abbazia di Nonantola, dopodiché fu sotto la signoria matildea e del comune di Modena con gli estensi che la concessero in feudo ai Rangoni

Questi vi governarono fino alla fine del Settecento, pur con qualche parentesi dovuta alle occupazioni pontificia, francese e austriaca, distinguendosi per l’impegno profuso in varie attività benefiche e nel cercare di assicurare la crescita della cittadina, mediante l’istituzione nel 1610 di una filanda (la stessa che nel 1907 fu al centro del grande sciopero delle filandiere). 

INFO

CASTELVETRO

Immerso nelle colline, Castelvetro di Modena fa rima con Lambrusco. La vite da cui si produce il Grasparossa è infatti la coltura di punta del territorio dove viene prodotto anche il vino Trebbiano, usato nel procedimento per ricavare l’Aceto Balsamico Tradizionale. 

Se oggi Castelvetro conta quasi 11000 abitanti, il Borgo ha origini molto antiche e conserva numerose tracce del passato. 

Fondata in epoca etrusca, Castelvetro di Modena diventa presidio militare romano e, in seguito, territorio sottoposto al Monastero di Nonantola. 

Il suo Castello medievale è attestato attorno all’anno Mille e, nell’arco di tre secoli, cambia più padroni. 

Fra questi, si ricordano Matilde di Canossa e i marchesi Rangoni che lo tengono dal 1326 al 1796. 

Nel Borgo, fra le vestigia medievali e le costruzioni storiche, spiccano le sei torri che ne caratterizzano tuttora lo skyline. Risale invece agli anni ’70 la particolare decorazione della piazza principale con un motivo a scacchiera in marmo e sasso.

INFO

LEVIZZANO

Il Castello di Levizzano è situato in posizione dominante sulle meravigliose colline dell’omonima frazione del comune di Castelvetro. 

La sua struttura consiste in una cinta muraria al centro della quale è posta la cosiddetta Torre Matildica.

A partire dal XII secolo, il complesso fortificato fu restaurato e ampliato. 

In particolare, accanto alla torre posta a protezione dell’ingresso al Castello, venne eretta una parte del Palazzo feudale e fu costruita una galleria sotterranea che unisce ancora oggi il Palazzo alla Torre.

Intorno al XVI secolo gli edifici subirono importanti trasformazioni: risalgono a questo periodo le cosiddette “Stanze dei Vescovi”, il cui soffitto presenta antiche strutture lignee e un ciclo di affreschi rinascimentali. 

Al piano nobile, dal salone principale, si accede all’affascinante loggiato con vista sulle colline disseminate di vigneti. 

Nelle immediate vicinanze del Castello sorge inoltre Campo San Rocco, l’antico ex-cimitero napoleonico.

INFO

La pedalata prevede soste nei centri attraversati, per una eventuale colazione e magari anche per acquisti se siete dotati di borse sulla bici.

A richiesta: soste per ginnastica sul percorso.

Per info e prenotazioni:

Massimo Bassoli (guida ambientale escursionistico e allenatore) 3387213502 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -

https://www.massimobassoli.com/index.php/it/

https://www.facebook.com/bassolimassimo

Contributo per la partecipazione 5,00 Euro

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17 settembre 2020

Pasubio: percorso ad anello sul Strada degli Scarubbi, Rif. Papa e strada degli Eroi; 29 Km 1030 m di disliv.

Semplicemente spettacolare, un giro in bici nel cuore del Pasubio.

Molto appagante e di grande soddisfazione. Una bella pedalata non eccessivamente dura, una lunga salita sempre sostenuta con la pendenza media sul 10%.

Partenza da Ponte Verde, la salita per il passo Xomo inizia subito con dure rampe asfaltate, ma poi s'ammorbidisce e si arriva comodamente al passo Xomo, bar "Rifugio Col del Xomo" dove ci si affaccia sul versante di Posina.
Inizia lo sterrato, con rampe abbastanza dure per guadagnare bocchetta Campiglia, dove inizia la "strada delle 52 gallerie", caratterizzata da un grande muro monumentale.
Proseguiamo con una breve discesa verso malga Campiglia, alla sbarra riprende la salita che si preannuncia fin da subito impegnativa.
Dopo numerosi tornanti, via via più ampi, sul ripido vallone che scende dalla dorsale dei Forni Alti, arriviamo agli "Scarubi" la costa rocciosa che caratterizza l'ardita strada militare realizzata durante il grande conflitto.
La stradina è a picco su profondi canalini e passiamo alcune brevi gallerie, la pendenza in questo tratto è appena accennata, quasi pianeggiante.
D'improvviso si apre il vasto vallone che scende dal Palon del Pasubio, la strada lo incide obliquamente sui ghiaioni del Forni Alti e aumenta via via di pendenza fino a trovare i tratti più duri di tutta la salita. Tuttavia siamo ormai a poche centinaia di metri dall'agognato valico delle Porte del Pasubio, dove si dirama la stradina verso la zona monumentale e dove valicata la forcella a sinistra ci ritroviamo, con effetto scenografico che ha dell'incredibile, direttamente sul terrazzo del rifugio gen. Achille Papa, del Cai di Schio
Dopo l'inevitabile sosta, ristoratrice..., è la volta della discesa per la strada degli Eroi.
I primi chilometri in ripida discesa sono impressionanti. E' questo primo tratto la vera e propria strada degli Eroi.
Buona parte della stradina è scavato sulle bancate rocciose e attraversa alcune brevi gallerie.
Si giunge alla galleria "Generale D'Havet" e, anche qui con spettacolare effetto scenografico, sbuchiamo sul versante di Vallarsa del Pasubio, l'alta Val di Fieno, dove seguono numerosi tornanti.
La discesa è facile ed estremamente piacevole e bruciamo gli ottocento metri di dislivello e la decina di chilometri d'un fiato e con molta soddisfazione.

Quota di partecipazione: 15,00 Euro

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 3387213502

IMMAGINI - VIDEO

 

Pedalata Da Vignola - Sassi di Roccamalatina - Montecorone

Percorso dedicato a cicloturisti allenati e che amano la sfida della salita, con la gratificazione di raggiungere i suggestivi Sassi di Roccamalatina toccando diversi punti di interesse che raccontano la civiltà dell’Appennino modenese.
Partiamo dal centro storico di Vignola, all'ombra della Rocca medievale da qui, scendiamo verso il Percorso Natura-Sole, che costeggia il fiume Panaro sulla riva sinistra e ci permetterà di salire fino alla frazione di Casona di Marano sul Panaro.
Il percorso è molto piacevole perché immerso nella ricca vegetazione fluviale, arrivati a Casona, siamo ormai alle porte del Parco Regionale dei Sassi di Rocca Malatina, e da qui possiamo imboccare la Ciclovia del Parco dei Sassi fino al borgo di Montecorone, nel territorio del comune di Zocca.
Il percorso sale fino a offrire suggestivi panorami sul fondovalle e sulle alture che sorgono sulla riva opposta, dove spicca il borgo antico di Festà nel comune di Marano sul Panaro.
Dopo alcuni strappi in salita e altri tratti pianeggianti, arriviamo in vista degli imponenti Sassi di Roccamalatina, per iniziare una sorta di circuito che gira intorno a questi rilievi rocciosi suggestivi e antichissimi.
Pedalare nel cuore del Parco dei Sassi di Roccamalatina è una bellissima esperienza per chi ama la natura.
Il parco abbraccia inoltre un territorio ricco di storia, e, pedalando, possiamo sfiorare alcuni luoghi che appartengono al rapporto secolare tra l’uomo e queste montagne, come la Pieve di Trebbio, chiesa plebana di impianto romanico del XII secolo, e il Borgo di Castellino delle Formiche di origine medievale e quasi mimetizzato ai margini del bosco.
Dal borgo dei sassi Passando per Rocca Maltina, prenderemo in direzione di Zocca e per chi lo volesse, possiamo proseguire per visitare il borgo antico di Montecorone.
Usciti dal paese iniziamo il completamento del periplo dei Sassi, possiamo riprendere la strada che ci ha condotto fin qui per rientrare al punto d’inizio, a Vignola.

Percorso parzialmente ad anello di 55 km circa - Fondo: asfalto-sterrato-sentiero - disvii. 970+ 960- - da quota 100 a 610 mt.
Adatto a MTB e E-mtb - Diff. D

Per info e prenotazioni: 

Massimo Bassoli (guida ambientale escursionistico e allenatore) 3387213502 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 

https://www.massimobassoli.com/index.php/it/

https://www.facebook.com/bassolimassimo

Contributo per la partecipazione 5,00 Euro

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PARCO DEI SASSI DI ROCCA MALATINA